
Pantofobia: che paura la vita!
“Io, quando penso alla vita, me moro de paura”. Sono parole di Giuditta, alias Claudia Cardinale, protagonista di un famoso film degli anni Sessanta, “Nell’anno del Signore”, diretto da Luigi Magni.
Il clima di tensione della Roma pre – Risorgimentale, tra moti carbonari, omicidi e condanne a morte è alla base delle paure della povera Giuditta. E noi usiamo quella frase così lapidaria, pronunciata con forte accento romanesco, per introdurci al tema che vogliamo affrontare nel nostro post: la pano o pantofobia, ovvero “la paura di tutto”.

Avere paura di tutto
Ma cosa significa avere paura di tutto? Significa, almeno in psicologia, quello stato emotivo, patologico, che porta un individuo a vivere nella costante paura che qualcosa di brutto possa accadere. Un timore generalizzato che cova sotto la cenere della nostra psiche ed è pronto a infiammarsi alla prima avvisaglia di pericolo o preoccupazione.

Pan, un dio capriccioso e scorbutico
Pano o pantofobia deriva dal greco antico πᾶν(pan), il neutro dell’aggettivo πᾶς, cioè “tutto”, e φόβος – phobos, cioè “paura”. Dal suo nome deriva il termine panico, poiché il dio si adirava con chi lo disturbasse emettendo urla terrificanti, provocando così una incontrollata paura, il panico, appunto. Spesso questo tipo di disturbo si associa a uno stato di depressione o di ansia generalizzata e magari attecchisce con maggior facilità in temperamenti particolarmente malinconici e portati allo scoraggiamento.

Come se ne esce?
Con l’aiuto di un buono psicoterapeuta nei casi più gravi e invalidanti, ma anche con qualche piccolo escamotage, se la patologia è attivata, in modo particolare, da qualche paura specifica.

Proviamo a circoscrivere la fobia
Se, per esempio, la nostra preoccupazione è legata a possibili effrazioni da parte di ladri e malintenzionati, ci sono molti strumenti in grado di mettere le nostre case e i nostri affetti al sicuro, come abbiamo spiegato in un nostro precedente articolo. Tra le nuove paure, frutto dei nostri tempi iperconnessi, c’è quella di rimanere, per l’appunto, senza connessione. Anche in questo caso, ci sono tecnologie in grado di placare le nostre ansie. Ultimamente “vanno molto forti” le paure legate a batteri, ai germi, ai bacilli e, naturalmente, al temuto coronavirus.
Sul fronte della sicurezza Covid-19 sono stati fatti, in poco tempo, passi da gigante grazie a sistemi di sanificazione e a strumenti di ultima generazione in grado, quantomeno, di prevenire i contatti pericolosi.
La paura dalla quale siamo partiti, però, è più subdola di queste fobie, per così dire specifiche, in quanto denota un atteggiamento generale di sospetto e diffidenza verso ciò che ci circonda. Se però notiamo che qualche situazione in particolare, tipo quelle che abbiamo citato, è capace di accendere il nostro stato d’ansia provare ad affrontarla, anche con l’aiuto della tecnologia può essere una soluzione o quantomeno, un tentativo per iniziare ad affrontare il problema.
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