
Misurare la febbre non è mai stato così importante
Con l’inizio della fase 2 milioni di italiani sono tornati a lavoro. L’emergenza coronavirus, però, non è ancora finita e le aziende si sono attrezzate per limitare al massimo ogni occasione di contagio. Un secondo lockdown – concordano gli esperti – avrebbe effetti veramente drammatici per la nostra economia già duramente provata da COVID 19.
Uno degli accorgimenti richiesti per garantire accessi sicuri nei luoghi di lavoro è l’impiego di strumenti che rilevino la temperatura corporea. Quali sono le caratteristiche fondamentali che devono avere questi dispositivi? La rapidità di esecuzione e la precisione del risultato sono indispensabili.

Una telecamera per mettere a fuoco la nostra temperatura corporea
Uno degli impianti più diffusi è quello conosciuto come “blackbody”. Si tratta di sistema basato su una telecamera che inquadra il soggetto e ne rileva la temperatura corporea. È uno strumento certificato che, inserito nel campo di ripresa, fornisce un riferimento di temperatura costante e preciso che la telecamera sfrutta per autocalibrarsi e aumentare l’accuratezza della misurazione.

L’algoritmo che ci misura la febbre
Ma qual è la tecnologia che sta dietro a questo impianto? Il cuore è la telecamera ibrida che, al contempo, fornisce l’immagine ‘normale’ e la rilevazione termica della scena ripresa. Un algoritmo di intelligenza artificiale riconosce le figure umane e permette di misurare la temperatura del volto, escludendo qualsiasi altra fonte di calore che possa costruire un falso allarme, alla distanza ottimale di tre metri.

Il tablet diventa un termometro
Esista poi un altro dispositivo in grado di misurare, con rapidità e precisione, la temperatura corporea. Si tratta di un rilevatore che funziona tramite tablet, integrato con il monitoraggio della temperatura. Anche in questo caso è escluso ogni contatto e c’è la possibilità di memorizzare una grande quantità di immagini e informazioni
In entrambe i casi ci troviamo di fronte a impianti di ultima generazione che hanno nella precisione del risultato uno dei punti di forza, con un margine di errore massimo di 0,3 gradi. C’è poi il fattore tempo che è fondamentale: questi dispositivi consentono di avere il responso in pochi secondi.
Gli impianti di controllo temperatura, inoltre, rientrano nelle categorie con bonus fiscale.
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